I Am Orlando: Sentiamoci Liberi Di Amare

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I Am Orlando: Sentiamoci Liberi Di Amare

Alla luce di quello che è successo a Orlando in questi giorni mi sembra indispensabile riportare l’attenzione su di una tematica molto attuale. Tuttavia, prima di parlare di omofobia vorrei fare una premessa su quanto accaduto.

Non mi sembra assolutamente opportuno accomunare gli omofobi a chi ha massacrato 50 persone in un locale gay di Orlando, Florida.

No, non è possibile, qui siamo al limite della follia, non dobbiamo quindi confondere il terrorismo o l’omofobia con la pazzia.

Ci troviamo di fronte ad un uomo Omar Seddique Mateen mentalmente non stabile, con seri problemi di adattamento e una storia personale fatta di paranoia, controllo ossessivo nei confronti della moglie.

Probabilmente il fondamentalismo religioso, l’omofobia e il razzismo rappresentano dei punti chiave nella messa in atto di una strage così spietata da parte di questo uomo. Ma rimane il fatto che gli episodi a cui facciamo riferimento sono stati agiti da un soggetto mentalmente disturbato, quello che una volta si sarebbe chiamato semplicemente pazzo, e che molto probabilmente avrebbe agito lo stesso anche senza ideologie  specifiche, trovando forse altri pretesti.

Detto ciò, resta allora ancora da chiedersi quale sia la ragione alla base della discriminazione sessuale e dell’omofobia, dato che l’emarginazione e il pregiudizio portano con sé la sofferenza dell’individuo che li subisce. È proprio questa sofferenza che dovrebbe spingerci a trovare delle risposte sia come professionisti della salute mentale, ma ancor prima come esseri umani portatori di sani valori di uguaglianza.

Nel 1973 l’omosessualità è stata rimossa dalla lista delle malattie mentali del DSM  (Diagnostic   and   statistical   manual   of   mental   disorders,   dall’American   Psychiatric  Association)  ed  è  stata  invece  riconosciuta  la  natura  dell’omosessualità  come  ‘variante  non patologica  del  comportamento  sessuale’:  le  persone  omosessuali  possiedono  un’identità psichica  suscettibile  alle  patologie  né  più  né  meno  di  quella  degli  eterosessuali.

L’omofobia è la paura di essere in stretto contatto con omosessuali uomini e donne così come la paura irrazionale, l’odio e l’intolleranza da parte di individui eterosessuali nei confronti di uomini e donne omosessuali.

I sentimenti negativi, l’intolleranza e la rabbia nei confronti di gay e lesbiche sono purtroppo all’ordine del giorno: a volte si manifestano attraverso l’uso di un linguaggio e di slang offensivi, altre volte si traducono in atteggiamenti e comportamenti omofobici carichi di aggressività che caratterizzano numerosi episodi di cronaca nonché molti episodi di bullismo.

È semplice intuire come tutte queste esperienze di rifiuto e di oppressione con cui ogni giorno molti omosessuali devono convivere,  possano determinare vissuti depressivi e di rabbia oltre che instabilità emotiva nella cultura gay, come diretta conseguenza della necessità di rendersi quasi invisibili di fronte ad una società così discriminante. Tutto ciò è davvero inaccettabile.

È indispensabile intervenire per cercare di arginare un problema così diffuso attraverso campagne di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovanissimi, e prendere seri  provvedimenti per cercare di destrutturare il pensiero omofobico sia personale che collettivo.

In conclusione, il mio pensiero va a alle vittime del pensiero omofobico, a tutti coloro che si sentono costretti a vivere nell’oscurità .

Oggi voglio fare un invito a non avere paura, un invito a fidarsi e ad affidarsi, a chiedere aiuto per conquistare la serenità di cui ciascuno di noi ha bisogno.

I Am Orlando: Sentiamoci liberi di amare

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