La Ricerca Della Bellezza: Cura di se o ossessione?

La Ricerca Della Bellezza

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La Ricerca Della Bellezza

Bellezza, questa ossessione. Ma quanto conta avere un aspetto fisico gradevole? Inutile dire il contrario, conta.

Oggigiorno, la bellezza è diventata talmente indispensabile da innescare il meccanismo di una vera e propria malattia che negli USA prende il nome di Body Image Disturbance, ovvero: Disturbo dell’Immagine Corporea.

Cosa si intende per  Immagine Corporea?  … è quella particolare rappresentazione che ogni individuo ha del proprio corpo…”

Con l’espressione ‘Immagine Corporea’ non si intende solamente il corpo così come lo vediamo quando ci troviamo davanti a uno specchio, ma anche e soprattutto la percezione che abbiamo di esso. La corporeità, la sua percezione, e le convinzioni che ognuno ha a riguardo, influenzano la quotidianità dell’individuo, la progettualità, le interazioni sociali, fino alla tendenza a una dimensione di benessere versus una predisposizione allo sviluppo di un disagio psichico.

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Sicuramente l’immagine corporea si struttura su specifiche caratteristiche fisiche (peso, altezza, specifiche parti del corpo) ma dipende anche da come tali fattori insieme alla totalità dell’esperienza corporea, vengono vissute nel singolo individuo, nella famiglia, nel gruppo dei pari, nell’ambiente culturale dove si collocano e si manifestano.

L’ Insoddisfazione Corporea è causata il più delle volte da una discrepanza tra corpo perfetto idealizzato e la reale apparenza fisica; più una persona riterrà se stessa lontana dall’ideale corporeo interiorizzato, più sarà insoddisfatta e portata a ricorrere a misure drastiche per ottenere la corporatura desiderata. L’insoddisfazione che deriva da un’immagine corporea fortemente negativa può avere pesanti ripercussioni sull’autostima dell’individuo e sul suo funzionamento generale fino a determinare lo sviluppo di psicopatologie come ansia, depressione e disturbi della condotta alimentare.

Le donne tendono ad essere insoddisfatte del proprio corpo, percependosi spesso in sovrappeso; gli uomini, d’altro canto, sono stati percepiti da sempre come meno insoddisfatti rispetto alle donne; essi tendono comunque a focalizzarsi sul corpo intero mentre le donne su parti specifiche.

Plastic Surgery Concept

L’insoddisfazione corporea porta inevitabilmente alla distorsione dell’immagine corporea.

L’immagine corporea non è un costrutto stabile ma, al contrario, risulta essere influenzato da diversi fattori transitori.

Le pressioni socioculturali che spingono a conformarsi alla “magrezza ideale” e che pervadono le società occidentali, sembrano esercitare una forte influenza sull’immagine corporea, in special modo tra gli adolescenti particolarmente vulnerabili a questi messaggi.

Creando una discrepanza tra realtà e ritratti di corpi irrealistici, queste pressioni sembrerebbero giocare un ruolo molto importante nello sviluppo dell’insoddisfazione corporea. L’insoddisfazione corporea è, a sua volta, un importante elemento predittivo delle strategie volte alla perdita di peso, dell’alimentazione restrittiva e della sintomatologia bulimica.

Le fonti dalle quali provengono le pressioni socioculturali sono numerose e comprendono messaggi impliciti ed espliciti che vengono convogliate dai media e da altri canali importanti quali sono i pari e i familiari.

L’eccessiva importanza riservata all’immagine corporea è frutto dell’errata convinzione che per essere socialmente accettati, sia necessario apparire in forma  uguale, se non migliore, a quella dei modelli proposti dai media.

È innegabile che questi ultimi fungano da elementi decisivi per la formazione di ideali e convinzioni di ogni singolo soggetto. Se ci soffermassimo ad analizzare gli esempi estetici che quotidianamente questi messaggi ci impongono, riusciremmo a comprendere che si tratta di modelli dai canoni assolutamente irrealizzabili per la stragrande maggioranza della popolazione in quanto celano, oltre a restrizioni alimentari e uno smodato esercizio fisico, anche trattamenti di trucco e a volte persino ritocchi al computer, indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo estetico voluto.

Non è semplice, soprattutto per chi vive in un corpo ‘normale’, arrendersi all’idea che ciò che si vede nei messaggi pubblicitari non è realtà assoluta, bensì una verità costruita al solo fine di commercializzare al meglio un prodotto: cresce così l’insoddisfazione corporea, il senso di inadeguatezza rispetto ai modelli proposti; la magrezza è glorificata, ciò che invece non la rappresenta è svilito oltremisura.

Una tale situazione emotiva può dare il via all’insinuarsi di un disturbo di tipo ‘percettivo’ della propria immagine corporea, indipendente dalla forma corporea stessa: finiamo per vedere, cioè, cose di noi stessi che gli altri non vedono. Diventiamo tanto autocritici da non riuscire a distinguere gli effettivi ‘nei’ da quelli creati esclusivamente dalla nostra mente.

I gruppi di pari possono contribuire all’insoddisfazione corporea femminile principalmente in due modi. Essi possono innanzitutto influenzare la donna attraverso commenti verbali, paragoni espliciti, pareri riguardanti standard di bellezza, valore personale attribuito alla bellezza; possono inoltre influenzare in maniera implicita l’insoddisfazione corporea inducendo nell’altro paragoni interni e inconsapevoli riguardanti il corpo.

Anche l’influenza dell’ambiente familiare gioca un ruolo importante.  Durante l’adolescenza e la prima età adulta i genitori possono essere considerati il primo modello di identificazione, in particolar modo per gli atteggiamenti nei confronti del corpo e del cibo. Da un punto di vista preventivo, l’identificazione di comportamenti e atteggiamenti genitoriali è necessaria allo scopo di sviluppare e fornire interventi appropriati.

Nell’adolescenza l’immagine corporea riflette:

  • il tipo di considerazione di cui l’adolescente gode nel suo ambiente sociale,
  • le reazioni dell’adolescente stesso all’immagine di Sé che il gruppo gli rimanda,
  • le attitudini derivate dall’osservazione degli altri e dal confronto del proprio corpo con quello degli altri

Molteplici sono le paure legate all’immagine corporea, soprattutto in adolescenza:

  • PAURA DEL CORPO CHE CAMBIA : può portare l’adolescente a considerare il corpo come un oggetto da controllare. Il corpo può apparire talmente estraneo che può essere attaccato. E’ connessa alla
  • PAURA DI PERDERE IL CONTROLLO: molti comportamenti a rischio, come le diete sconsiderate, hanno lo scopo di dimostrare la propria capacità di controllo sulla realtà, in un momento in cui le incertezze sulla propria identità sono grandi
  • PAURA DI CRESCERE: un corpo che si trasforma e cresce è colpevole perché ordina la separazione dalle illusioni, dalla madre, dall’infanzia (Charmet). L’insicurezza sulla propria capacità di essere davvero autonomi contribuisce all’attuazione di comportamenti vistosi e talvolta plateali
  • PAURA DI NON ESSERE NORMALI: i cambiamenti fisici dello sviluppo avvengono proprio quando è maggiore il bisogno di percepirsi simili e apprezzati dai coetanei: nel confronto con i pari peso e altezza possono essere usati come indicatori dell’adeguatezza del proprio sviluppo (problemi se questo è precoce o tardivo)
  • PAURA DI ESSERE BRUTTI: vuol dire sentirsi lontani dall’immagine ideale di sé (spesso troppo esigente). Rischio di inibizione sociale per non esporsi a sentimenti di vergogna

L’immagine corporea va di pari passo con l’autostima.

L’autostima è la valutazione che una persona ha di se stesso. Può essere positiva o negativa e indica quanto una persona si considera importante, capace e di valore. E’ il valore che diamo a ciò che ci riguarda, al nostro aspetto, alle nostre caratteristiche e a come ci vediamo. Chi ha una buona stima di Sé riesce a tutelarsi dai commenti degli altri, viceversa chi ha una scarsa autostima  è vulnerabile ai giudizi altrui e quindi anche al modo in cui gli altri percepiscono il suo corpo.

E’ importante costruire giorno per giorno una buona stima di se’!!

Questo ci aiuta a volerci bene per come siamo, con pregi e difetti, sia fisicamente che caratterialmente e ad essere meno influenzati da quello che gli altri pensano di noi e da come “dovrei essere” per la società.

L’autostima permette di affrontare la vita con maggior serenità e raggiungere obiettivi rilevanti, con meno stress rispetto a chi vive una situazione personale di disistima. Chi crede in se stesso è indubbiamente avvantaggiato rispetto a chi dubita delle proprie attitudini.

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L’”apparenza” ci intrappola in una prigione fatta di stereotipi che ci spinge a non avere fede nelle nostre capacità in quanto le regole prime sono ‘apparire’ e ‘avere’.

Chi per insicurezza personale o per incapacità di opporsi alle convenzioni attuali, si lascia intrappolare da irraggiungibili modelli che osannano una bellezza sempre giovane e perfetta, va incontro alla delusione di esser messo da parte con gli inevitabili segni dell’avanzare dell’età.

Avere un corpo perfetto è simbolo di controllo, che a sua volta è simbolo di lavoro duro e ambizione.

L’insoddisfazione corporea si traduce in distorsione dell’immagine corporea e, nello sforzo di cambiare e migliorare la propria forma corporea, si costituiscono le basi per gravi disturbi e patologie .

Vediamo alcune

Dismorfofobia

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La caratteristica principale del disturbo da Dismorfismo Corporeo è una preoccupazione molto pronunciata per un difetto dell’aspetto fisico che, diversamente dalle normali preoccupazioni per il proprio corpo, comporta un eccessivo dispendio di tempo e risulta associata ad un’intensa e tormentosa sensazione di disagio. Tale preoccupazione non riguarda il proprio stato di salute, bensì è di carattere puramente estetico: il difetto o la deformità non sono realmente presenti o, quando lo sono, c’è comunque una netta sproporzione fra il dato oggettivo e il vissuto soggettivo. Ogni parte del corpo può diventarne causa e la preoccupazione può riguardare simultaneamente diverse parti, che possono rimanere le stesse o cambiare.

Dismorfia Muscolare

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Un’eccessiva preoccupazione e insoddisfazione per la propria grandezza corporea e la propria massa muscolare: il soggetto vede se stesso come piccolo e fragile, anche quando la realtà è ben altra; è presente la tendenza ossessiva ad accrescere sempre di più la massa muscolare.

Per indicare tale disturbo viene anche usato anche il termine Vigoressia, ovvero il desiderio di possedere un corpo più muscoloso e più ‘asciutto’.

Il focus dell’ossessione non è più la paura di ingrassare ma il timore di non essere abbastanza grossi, quello che infatti affligge non è tanto un eventuale sovrappeso, quanto la percentuale di grasso corporeo, che va sempre tenuta sotto controllo.

Soggetti con Vigoressia  sono fortemente convinti di non possedere un’adeguata muscolatura, nonostante essi si presentino spesso più muscolosi rispetto alla media della popolazione. La preoccupazione per il proprio corpo è persistente e causa disturbi nel funzionamento globale dell’individuo associati ad angoscia.

Imparare ad accettarsi per come si è rappresenta il primo passo verso il benessere.

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