Noi siamo…..Perfetti Sconosciuti

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Perfetti Sconosciuti!

La scorsa settimana, un po’ in ritardo a dire il vero, sono andata al cinema a vedere un film che mi incuriosiva parecchio e che devo ammettere ha soddisfatto moltissimo le mie aspettative. Si tratta del nuovi film di Paolo Genovese, “Perfetti sconosciuti”.

Se vogliamo soffermarci all’apparenza possiamo dire che si tratta di un film in cui si esalta il ruolo dello smartphone, nemico, a quanto pare, di tutte le coppie. In realtà il cellulare è solo l’escamotage, un moderno capro espiatorio a cui dare tutte le colpe delle nostre debolezze. Il telefono infatti è solo l’oggetto dello scandalo, ma la tematica affrontata è molto più profonda. Si parla di fiducia, segreti e fragilità delle relazioni.

Tre coppie e un single, che forse non lo è più ma sembra restio a presentare la nuova fidanzata. La padrona di casa, Eva (Kasia Smutniak) moglie di Rocco (Marco Giallini) propone un gioco: i cellulari di tutti sul tavolo e quello che arriva (sms, chat e telefonate) si legge a tutti, o si risponde in viva voce. “Tanto non abbiamo segreti” provoca, sapendo i suoi tutto sommato al sicuro.
Il film ci svela che ognuno di noi ha tre vite: un pubblica, una privata e una segreta e ci invita a riflettere sui diversi aspetti del nostro vivere contemporaneo: l’uso che facciamo del cellulare, il tipo di comunicazione e di legami che l’uso dei nuovi social permette di sviluppare. Attraverso il gioco, si arrivano a scoprire piccoli e grandi segreti. Ognuno si scopre diverso dall’immagine che aveva costruito per gli altri. Quasi nessuno risulta immune da un’ombra pesante, un segreto che ne sconvolge gli equilibri. Si ride nel film, anche quando i momenti sono tesi, ma presto vince l’amarezza e chi guarda, si trova a chiedersi cosa stia nascondendo o cosa gli stia nascondendo chi è seduto lì accanto.

Al di là di tutto io credo che la vera protagonista di questo film sia la Comunicazione, un’arte che sta diventando via via più difficile, una vera e propria fatica davanti alla quale troppo spesso ci si arrende. La difficoltà di essere coppia, di affrontare i traumi insieme, la fragilità dell’amicizia, legate da un unico filo conduttore: la paura di comunicare.

Ed è proprio su questo che vorrei fare una riflessione. Viviamo in un mondo in cui è diventato quasi impossibile dirsi le cose guardandoci negli occhi, siamo ormai abituati a dirci le cose su Whatsapp e sempre più usiamo il cellulare come ausilio psicologico per regolare la distanza nella comunicazione e nelle relazioni . Attraverso il telefonino, infatti, ci si può avvicinare o allontanare dagli altri: ci si può proteggere dai rischi dell’impatto emotivo diretto, trovando una risposta alle proprie insicurezze relazionali, alla paura del rifiuto ed ai sentimenti di insicurezza; ma ci si può altresì mantenere vicini e presenti costantemente alle persone a cui si è legati affettivamente, gestendo l’ansia da separazione e la distanza, costruendo un “ponte telefonico” che attraversa infiniti spazi in pochissimo tempo.

Ma non ci stiamo accorgendo che anziché essere più vicini siamo ogni istante sempre più lontani, fino ad essere sempre più dei PERFETTI SCONOSCIUTI.

Riscopriamo il piacere di comunicare guardandoci negli occhi!

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